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Cittadino
Rinascimento
Il Rinascimento è un periodo artistico e culturale della storia d'Europa, che si sviluppò a partire da Firenze tra la fine del Medioevo e l'inizio dell'età moderna, in un arco di tempo che va all'incirca dalla seconda metà del XIV secolo fino al XVI secolo, con grandi differenze tra disciplina e disciplina e da zona a zona.
Il Rinascimento, vissuto dalla maggior parte dei suoi protagonisti come un'età di mutamento, maturò un nuovo modo di concepire il mondo e sé stessi, sviluppando le idee dell'umanesimo nato in ambito letterario nel XIV secolo (da Petrarca) e portandolo a influenzare per la prima volta anche le arti figurative e la mentalità corrente.

La Città ideale del Rinascimento, che esprime l'idea di perfezione della classicità "moderna"
Contesto storico
Il XV secolo fu un'epoca di grandi sconvolgimenti economici, politici e sociali, infatti viene considerato come epoca di confine tra basso medioevo e evo moderno dalla maggior parte degli storiografi, sebbene con alcune differenze di datazione e di prospettiva.
Tra gli avvenimenti di maggior rottura in ambito politico ci furono la questione orientale segnata dall'espansione dell'Impero Ottomano (il quale, dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453 giunge a minacciare l'Ungheria e il territorio austriaco) e un'altra occidentale caratterizzata dalla nascita degli Stati moderni, tra cui le monarchie nazionali di Francia, Inghilterra e Spagna, così come l'impero di Carlo V, che a differenza degli imperi medievali presenta un progetto di accentramento del potere, tipico delle istituzioni politiche moderne, per quanto la rinascita dell'impero di Carlo V può essere vista anche come un ritorno alla dimensione sovranazionale che caratterizzava il Medioevo.
In ambito economico e sociale, con la scoperta del Nuovo Mondo, avvengono espansioni coloniali che allargano enormemente l'orizzonte del mondo europeo. Iniziano enormi trasformazioni in Europa, accompagnate da squilibri e contraddizioni: se da una parte si fa spazio l'economia mercantile su scala mondiale, dall'altra le campagne rimangono legate a realtà tipiche dell'economia feudale. Il fulcro del commercio si sposta inoltre dal Mar Mediterraneo verso il Nord Europa e l'Oceano Atlantico.
In ambito religioso avvenne la Riforma protestante, ovvero lo scisma fra Chiesa cattolica e protestante. La Riforma aveva l’intenzione di rinnovare la Chiesa romana stigmatizzandone le rilassatezze e le corruzioni come già in precedenza era accaduto in occasioni di vari tentativi di rinnovamento sia all'interno che all'esterno della Chiesa stessa, ma finì per costituire una realtà indipendente non solo per l'intransigenza delle rispettive posizioni ideologiche ma anche a causa dei risvolti politici con cui essa si intrecciò.
 
Mappa politica dell'Italia alla vigilia del XVI secolo Cartina dell'Europa di epoca rinascimentale
Interpretazioni
Esistono diverse interpretazioni del Rinascimento. Particolarmente discussa è la questione se esso sia da considerare come un momento di rottura, o viceversa come una fase di proseguimento rispetto al Medioevo. Naturalmente i mutamenti non avvennero di punto in bianco e il retaggio medievale in generale non venne abbandonato. A ogni modo, il primo grande interprete del Rinascimento si è avuto nell'Ottocento con Jacob Burckhardt, il quale sosteneva la tesi della discontinuità rispetto al Medioevo, sottolineando come l'uomo medievale non avesse secondo lui nessun valore se non come membro di una collettività o di un ordine, mentre solo nel Rinascimento avrebbe preso avvio in Italia un atteggiamento, segnato dalla nascita delle signorie e dei principati, più libero e individualistico da parte dell'uomo nei confronti della politica e della vita in generale. Burckhardt descrive i due periodi rispettivamente con tre aggettivi, per cui il Medioevo sarebbe stato Trascendentista, Teocentrico, Universalista, e il Rinascimento invece Umanentista, Antropocentrico, Particolarista. Agli inizi del Novecento si è avuta però una forte reazione alle idee di Burckhardt, impersonata soprattutto da Konrad Burdach, che è il massimo sostenitore della continuità tra Medioevo e Rinascimento. Secondo Burdach non vi è alcuna rottura fra i due periodi, i quali costituiscono dunque un'unica grande epoca. Burdach afferma che non vi fu nessuna svolta, e se proprio si vuole parlare di rinascita bisogna addirittura risalire all'anno Mille; egli si rende conto infatti che i temi della Riforma luterana erano già contenuti nelle eresie medioevali, e che Medioevo e Rinascimento hanno una stessa fonte in comune: il mondo classico. Burdach dice addirittura che il Rinascimento è un'invenzione religiosa italiana che dovrebbe essere ampiamente rivalutata; non esiste alcun Medioevo oscurantista e l'idea di Rinascimento è da retrodatare. Questa tesi venne continuata da alcuni studiosi francesi della scuola degli Annales, mentre in Italia fu divulgata dalle opere di Étienne Gilson.
Più attuale è l'interpretazione di Eugenio Garin, il quale, dopo essere stato sostenitore della tesi della discontinuità, ha rivisto il suo giudizio andando ad evidenziare anche gli aspetti di continuità rispetto al Medioevo, attestandosi su posizioni che smorzano decisamente il carattere di contrapposizione tra le due epoche.
 Jacob Burckhard  Konrad Burdac
Periodizzazione
Quando si parla di Rinascimento riesce piuttosto difficile stabilirne una data di inizio, che varia a seconda delle discipline. La data convenzionale è il 1492 con la scoperta del Nuovo Mondo che segna l'inizio di una nuova epoca; nei manuali di storia dell'arte, tuttavia, è più facile trovare il 1302 come l'anno in cui Giotto dà inizio al Rinascimento grazie alla sua tecnica artistica innovativa, ripresa e valorizzata poi da Masaccio.
È appurato comunque che un notevole rinnovamento culturale e scientifico si sviluppò negli ultimi decenni del XIV secolo e nei primi del XV secolo principalmente a Firenze. Da qui, attraverso gli spostamenti degli artisti, il linguaggio fu esportato nel resto d'Italia (soprattutto a Venezia e Roma), poi, nel corso del XVI secolo, in tutta Europa. Altri importanti centri rinascimentali in Italia, oltre alle già citate Venezia e Roma, furono Ferrara, Urbino, Siena, Padova, Perugia, Vicenza, Verona, Mantova, Milano e Napoli. Da quest'ultima città, attorno alla metà del Quattrocento, le forme rinascimentali peculiari, vennero in un secondo esportate nella penisola iberica.
Una prima crisi del Rinascimento fiorentino si sarebbe avuta dopo la morte di Lorenzo il Magnifico (1492) e la presa di potere da parte di Girolamo Savonarola, il quale però, se da un lato istituì una repubblica teocratica mirante a colpire gli aspetti più paganeggianti e lussuriosi del Rinascimento, dall'altra innescò un processo di ripensamento e rinnovamento della tradizione religiosa destinata a durare ben oltre la sua esecuzione al rogo nel 1498.
Bertrand Russel e alcuni studiosi pongono la data della fine del Rinascimento al 6 maggio 1527, quando le truppe spagnole e tedesche saccheggiarono Roma. Per la maggior parte degli storici dell'arte e della letteratura la transazione dal Rinascimento al manierismo avviene in Italia negli anni venti del Cinquecento e non oltre la metà del XVI secolo, mentre nella storia della musica la conclusione si situerebbe più avanti, attorno al 1600.
 Lo sbarco di Colombo nelle Americhe, 1492
 Incisione sul Sacco di Roma, Van Heemskerck, 1527
Origine del termine
Il termine generico "rinascita" venne adoperato da Giorgio Vasari nel suo trattato Vite de' più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino à tempi nostri per indicare un ciclo, da lui individuato, che partendo da Giotto e affermandosi con Masaccio, Donatello e Brunelleschi si liberava dalle forme greco-bizantine per tornare a quelle romano-latine, culminando nella figura di Michelangelo, capace di superare gli antichi stessi. Si potrebbe trattare quindi di una delle poche etichette storiografiche nate in concomitanza con l'epoca che le ha prodotte, sebbene mirasse a enfatizzare piuttosto forzatamente la "novità" del proprio modo di essere rispetto al passato.
Il termine "Rinascimento" e l'immagine ideale del periodo che esso definisce, è invece frutto della storiografia ottocentesca, in particolare la paternità della precisazione può essere attribuita allo storico francese Jules Michelet che ne fece uso nel 1855 per definire la "scoperta del mondo e dell'uomo" che ebbe luogo nel XV secolo. Nel 1860 lo storico svizzero Jacob Burckhardt, già menzionato, ampliò il concetto espresso da Michelet, descrivendo l'epoca come quella in cui sarebbero venute alla luce l'umanità e la coscienza moderne dopo un lungo periodo di decadimento. Si può notare nel suo comportamento l'eco dei giudizi dispregiativi espressi dai rinascimentali nei confronti del Medioevo, termine che viene coniato proprio in età umanistica da Flavio Biondo per indicare un periodo "buio" che egli contrapponeva enfaticamente al suo presente, che sarebbe stato caratterizzato invece dalla ripresa degli studi sulla letteratura e la cultura della Grecia e di Roma antica.

Copertina delle Vite di Vasari (edizione del 1568)
Rinascimento, Medioevo e antichità
A dire la verità, la ripresa dei modi dell'età classica greca e romana e la rinnovata consapevolezza di discendenza e legame col mondo antico non fu una novità del XIV secolo, anzi nel corso del Medioevo si erano avute diverse rinascite e rinascenze: la rinascenza longobarda, carolingia, ottoniana, rinascita dell'anno Mille, rinascimento del XII secolo..
Ma ci sono almeno due aspetti che contraddistinguono inequivocabilmente il Rinascimento rispetto a queste esperienze precedenti:
1. la grande divulgazione e la continuità spontanea del movimento, contro il carattere passeggero delle "rinascite" precedenti legate prevalentemente ad ambienti di corte, sebbene studiosi come Burdach individuino in esse proprio la genesi del Rinascimento;
2. la consapevolezza di una scissione tra mondo moderno e antichità, con un'interruzione rappresentata dai "secoli bui", chiamati poi età di mezzo o Medioevo, la cui presunta oscurità fu tuttavia strumentalizzata proprio per accentuare la portata rinnovatrice della nuova epoca.
Inoltre il passato che le personalità del Rinascimento desideravano rievocare non era qualcosa di aulico e mitologico, ma anzi, tramite gli strumenti moderni della filologia e della storia essi cercavano una fisionomia dell'antico più vera e autentica possibile.
Infine il passato classico non veniva emulato servilmente, ma rielaborato come esempio e fonte di ispirazione per nuove creazioni originali.

Vincenzo Foppa, Fanciullo che legge Cicerone (1464), Wallace Collection, Londra
Il ruolo dell'Uomo
Secondo Burckhardt, la nuova conoscenza dell'uomo e del mondo che gli stava attorno sarebbe stata molto diversa da quella dei secoli precedenti. Il singolo individuo sarebbe stato ormai considerato come un soggetto unico in tutto il creato, in grado di autodeterminarsi e di coltivare le proprie doti con le quali potrà vincere la Fortuna (nel senso latino, "sorte") e dominare la natura mutandola. Celebre è l'affermazione attinta dal mondo classico homo faber ipsius fortunae («l'uomo è artefice della propria sorte»), che venne ripresa anche nell'orazione De hominis dignitate di Pico della Mirandola, una specie di manifesto del pensiero dell'epoca, dove l'uomo è presentato come "libero e sovrano artefice di se stesso", con la potenza divina relegata ormai sullo sfondo.
L’esaltazione di tutte le potenzialità umane è alla base della dignità dell'individuo, con il rifiuto della separazione tra spirito e corpo: la ricerca del piacere e della felicità mondana non sarebbe più rivestita di colpevolezza e disonestà, ma anzi elogiata in tutte le sue forme (De voluptate, Lorenzo Valla). Nuovo valore verrebbe attribuito ora alla dialettica, allo scambio di opinioni e informazioni, al confronto. Non a caso la maggior parte della letteratura umanistica ha la forma di un dialogo esplicito (come nel Secretum di Petrarca) o implicito (come le epistole), dove è al centro la fiducia nel verbo e nella collaborazione civile, nonostante la vita associata fosse una caratteristica già dell'epoca comunale.
Questa innovativa concezione si sarebbe diffusa con entusiasmo ma, basandosi sulle forze dei singoli individui, non sarebbe stata priva di lati duri e angoscianti che erano sconosciuti nel rassicurante sistema medievale. Alle sicurezze del mondo tolemaico, si sostituirono le incertezze dell'ignoto, alla fede nella Provvidenza si avvicendò la più volubile Fortuna e la responsabilità dell'autodeterminazione comportava l'angoscia del dubbio, dell'errore e del fallimento. Questo risvolto della medaglia, più sofferto e spaventoso, si ripresentò ogni volta che il fragile equilibro economico, sociale e politico veniva meno togliendo il sostegno agli ideali.
Burdach, nonostante ciò mette in rilievo come i concetti di rinascita e rinnovamento di sé fossero una prerogativa già del Medioevo: per fare un esempio del ravvivamento religioso che si era avuto con Gioacchino da Fiore e Francesco d'Assisi, mirante a riscoprire la dimensione interiore dell'individuo. Con Petrarca e Ficino rifiorisce anche quello spirito neoplatonico che era emerso già nel Duecento con Bonaventura. Non ci sarebbe quindi nessun rifiuto di Dio, ma anzi dei fermenti di forte rinnovamento religioso, contrariamente all'immagine paganeggiante che ne viene data da Burckhardt. La fede cristiana nel Dio che si fa uomo non aveva mai portato, peraltro, ad uno svilimento delle prerogative umane neppure nel Medioevo. Nel Rinascimento vero e proprio si avrebbe soltanto un’aspirazione di riscoperta rivolto maggiormente verso se stessi. L'ascetismo medievale, che pure aveva conosciuto parecchie forme di vita collettiva, fu una prerogativa anche del Rinascimento, ad esempio dello spirito rinnovatore di Savonarola e di Lutero.
«*La mistica immagine della Rinascita e della Riforma aveva vissuto, sotto entrambi i suoi aspetti, attraverso tutto il Medioevo [...] ora, dopo lo slancio religioso del XII secolo [...] dopo Gioacchino, Francesco, Domenico, dopo l'illimitato flusso di entusiasmo religioso, quell'immagine si muta nell'espressione di un sentimento e di un bisogno di tipo puramente umano, che dapprima empie di sé solo singoli individui, poi anche ampi circoli, ed al quale si mischiano la esigenza e l'immaginazione della fantasia, dell'anima sensibile.*» (K. Burdach, Dal Medioevo alla Riforma)
 Pico della Mirandola
 Francesco Petrarca
Il ruolo della società
La coscienza di questi temi era comunque patrimonio di una élite ristretta, che godeva di un'educazione pensata per un futuro nelle cariche pubbliche. Gli ideali degli umanisti però erano condivisi dalla più grande fetta della società borghese, soprattutto perché si riflettevano nella prassi che si andava definendo. Gli stessi intellettuali provenivano molto spesso dalla società artigiana e mercantile, già impregnati degli ideali di etica civile, pragmatismo, individualismo, competitività, legittimazione della ricchezza ed esaltazione della vita attiva.
Gli artisti erano pure interessati a questi valori, anche se non avevano un'istruzione che poteva competere con quella dei letterati; nonostante ciò, grazie anche alle opportune collaborazioni e alle grandi capacità tecniche apprese sul campo, le loro opere suscitavano un vasto interesse a tutti livelli, annullando le differenze elitarie poiché più facilmente fruibili rispetto alla letteratura, rigorosamente ancora scritta in latino.
 Erasmo da Rotterdam
Sviluppo territoriale
Rinascimento a Firenze
Il rinnovamento culturale e scientifico ebbe inizio negli ultimi decenni del XIV secolo e nei primi del XV secolo a Firenze e affondava le radici nella riscoperta dei classici, iniziata già nel Trecento da Francesco Petrarca e altri eruditi. Nelle loro opere l'uomo incominciò ad essere l'argomento centrale accanto a Dio (il Canzoniere di Petrarca e il Decameron di Boccaccio ne sono un chiaro esempio).
In città, in contemporaneità con una fioritura economica, per quanto effimera, e con alcuni successi militari e politici, si aprì una stagione in cui i legami con le origini romane, per altro mai venute meno, vennero rinsaldati e produssero un linguaggio figurativo radicalmente diverso da quello allora preponderante del gotico internazionale. Nel campo delle arti visive vissero simultaneamente in città tre grandissimi maestri che rinnovarono in maniera irreversibile i linguaggi dell'architettura, della pittura e della scultura, rispettivamente Filippo Brunelleschi, Masaccio e Donatello. Il cambiamento artistico non fu altro che un indicatore del cambiamento dei tempi e del modo di pensare.
È erroneo però immaginare un'avanzata trionfante del linguaggio rinascimentale che procede contro una cultura sclerotica e morente, come impostato da una storiografia ormai sorpassata: il tardo gotico fu un linguaggio vivo come non mai, che in alcuni paesi venne apprezzato ben oltre il XV secolo, e la nuova proposta fiorentina fu all'inizio solo un'alternativa di netta minoranza, non ascoltata e non compresa nella stessa Firenze per almeno un ventennio nella stessa Firenze, come dimostrano ad esempio il successo in quegli anni di artisti come Gentile da Fabriano o Lorenzo Ghiberti.
 Filippo Brunelleschi, Spedale degli Innocenti, Firenze
Rinascimento italiano
La migrazione degli intellettuali provenienti da Costantinopoli, dopo la conquista degli Ottomani, portò in Italia grandi personalità del mondo greco-bizantino, che insegnarono a Firenze, Ferrara, Napoli e Milano. Si diffuse la conoscenza del greco e degli studi umanistici, per merito anche delle famiglie potenti dei Medici a Firenze, degli Este a Ferrara, degli Sforza a Milano, dei Gonzaga a Mantova, dei duchi di Montefeltro a Urbino, dei nobili veneziani, della corte papale a Roma e dei d'Aragona a Napoli.

Leon Battista Alberti, facciata della chiesa di Sant'Andrea (Mantova)
Il tramonto del Rinascimento
Con il decadimento politico ed economico in Italia, il Rinascimento entrò nella sua fase discendente poiché si spensero quelle forze creative che gli avevano dato vigore. Le sventurate vicende politiche della penisola fecero vacillare la fede nelle capacità dell'individuo, facendo riaffiorare la superstizione e la speranza nel miracoloso, il senso della precarietà, le assillanti domande sul lecito e l'illecito. Intanto il pensiero politico rifuggiva dalla chiarezza lineare di Machiavelli. Sullo scorcio del XVI secolo predominava ormai lo stato d'animo della Controriforma e il Tasso esprimeva il tormento dell'uomo nuovamente attanagliato dall'angoscia del peccato.

Jan van Eyck, Ritratto dei coniugi Arnolfini (1434) un'opera chiave del Rinascimento fiammingo
Rinascimento americano
L'espressione "Rinascimento americano", coniata dal critico letterario Francis Otto Matthiessen, fa riferimento al movimento del trascendentalismo e al più generico movimento letterario e culturale fiorito intorno a esso alla vigilia della seconda rivoluzione industriale. I più celebri rappresentanti del "Rinascimento americano" sono Ralph Waldo Emerson, Walt Whitman e Henry David Thoreau.
Discipline
Storiografia e letteratura
Una delle rotture più rappresentative con la tradizione medievale si produsse nel campo della storiografia. Gli storici, tra i quali furono importanti Flavio Biondo (nel XIV secolo), Machiavelli e Guicciardini (nel XV secolo), abbandonarono la visione medievale legata a un concetto di tempo segnato dall'avvento di Cristo, per sviluppare un'analisi degli avvenimenti concepita laicamente con un atteggiamento critico verso le fonti. La storia divenne una parte della letteratura e non più della teologia e si rifiutò la convenzionale divisione cristiana che doveva avere inizio con la Creazione, seguita dall'Incarnazione di Gesù e dal Giudizio finale. La visione rinascimentale esaltava, al contrario, il mondo greco-romano condannando il Medioevo come un'era di barbarie e proclamando la nuova epoca come era di luce e di rinascita del mondo classico.
Il fervido interesse per l'antichità si realizzò nella ricerca e nel restauro dei manoscritti dei grandi autori greci e latini: i Dialoghi di Platone, le Storie di Erodoto e Tucidide, le opere dei drammaturghi e dei poeti greci riscoperti e pubblicati dopo la caduta di Costantinopoli (1453), che risvegliarono in Europa occidentale un nuovo fervore filologico.
 Machiavelli
Arti figurative
Anche nell’ambito delle arti figurative le innovazioni rinascimentali affondavano le radici nel XIV secolo: ad esempio le ricerche intuitive sullo spazio di Giotto, di Ambrogio Lorenzetti o dei miniatori francesi vennero approfondite e portate a livelli di estremo rigore che arrivarono a produrre risultati rivoluzionari.
Furono essenzialmente tre gli elementi importanti del nuovo stile:
1. Formulazione delle regole della prospettiva lineare centrica, che pianificava lo spazio unitariamente
2. Interesse verso l'uomo come individuo, sia nella fisionomia e anatomia che nella rappresentazione delle emozioni
3. Rifiuto degli elementi decorativi e ritorno all'essenzialità.
L'arte del Rinascimento guarda allo studio ed alla riscoperta dei modelli antichi, sia in architettura che in scultura. Vengono riscoperti e riutilizzati elementi architettonici dell'arte classica, e lo studio architettonico si concentra in principal modo sull'organizzazione armonica dei volumi, degli spazi, della luce all'interno dell'edificio. L'architettura si trasforma in armonia, proporzione, simmetria, e riflette la nuova dimensione armonica e sinergica che l'uomo ha trovato nel rapporto con la natura e con Dio, un rapporto ormai non più caratterizzato dal timor dei medievale (che veniva tradotto in architettura nella vertiginosa altezza della chiesa gotica, che faceva sentire il fedele che vi entrava piccolo di fronte all'immensità dell'Onnipotente).
La fase iniziale dell'arte rinascimentale è incentrata su Firenze, città che diventa uno dei centri mondiali di diffusione ed elaborazione della nuova cultura umanistico-rinascimentale. Fervida è qui l'attività di grandi artisti e letterati, in ogni settore dei campi artistici, e proprio questo fervore artistico rende la signoria medicea principale polo culturale italiano in questo periodo. In seguito, a cominciare dal primo Cinquecento Roma, capitale della controriforma, diventerà il centro indiscusso dell'arte che acquisirà un linguaggio maturo grazie particolarmente a Michelangelo e Raffaello che avviano il manierismo con la ricerca di un canone perfetto, che diventi modello da riprodurre (la Pietà Vaticana di Michelangelo può essere vista, in questo senso, come conclusione di questo percorso artistico). Nell'Italia settentrionale la frammentazione politica e la presenza di innumerevoli corti, intente a primeggiare le une sulle altre anche in campo artistico, sarà uno sprone per la promozione dell'arte, in Toscana, Lombardia, Emilia e nel Veneto.

Schema prospettico del Pagamento del Tributo di Masaccio nella Cappella Brancacci (1425
Scienze e tecnologia
Il nuovo avvicinamento verso il mondo vide il declino dell'auctoritas e della conoscenza speculativa che aveva come fine la contemplazione della verità legata indissolubilmente a Dio. A questo concetto si accostò quello della conoscenza funzionale, che ha validità in quanto utilizzabile in possibili sbocchi pratici: scienza e tecnologia diventano quindi un'unica disciplina che cerca la conoscenza della natura per modificarla secondo le proprie esigenze. Non casualmente i più grandi esponenti della cultura rinascimentale (Salutati, Bruni, Valla, Decembrio) erano anche uomini impegnati in politica e quindi in un'attività pratica. In questo periodo si assiste anche alla ripresa della magia e dell'alchimia, che sebbene fossero guardate con sospetto dai primi padri della Chiesa, erano di nuovo state legittimate già nel tardo Medioevo dagli scolastici cristiani come Roger Bacon, Alberto Magno, Tommaso d'Aquino.. Esse divengono ora scienze positive della trasformazione e del dominio dell'uomo sugli elementi.
La conoscenza scientifica (matematica, geometria, fisica) acquista una diffusione mai così prima d’ora capillare, con applicazioni pratiche in molte attività della borghesia.
L'afflusso di intellettuali che provengono da Costantinopoli, dovuto sia alla ricomposizione momentanea dello scisma tra le Chiese d'Oriente e d'Occidente (1438) e sia alla conquista della città compiuta dai turchi ottomani nel 1453, portò grandi personalità nelle Università di Firenze, Ferrara e Milano, diffondendo la conoscenza del greco, della filosofia, lo studio del greco tra il XV e il XVI secolo. Gli studi umanistici furono incentivati e sostenuti dalle famiglie dei Medici di Firenze, degli Este di Ferrara, degli Sforza di Milano, dei Gonzaga di Mantova e dei duchi di Montefeltro di Urbino, dei nobili di Venezia e della Roma papale.
Il Rinascimento fece inoltre ragguardevoli progressi nel campo della medicina e dell'anatomia, scienze per le quali venne redatta anche, tra il XV e il XVI secolo, la prima traduzione delle opere di Ippocrate e Galeno, che pur contenendo in sé poco di scientificamente applicabile, incoraggiarono lo studio della sperimentazione medica e dell'anatomia umana. Andrea Vesalio fu uno dei primi a studiare i cadaveri sezionati.
Alcuni dei più famosi trattati greci di matematica furono tradotti nel XVI secolo, mentre erano date alla divulgazione ed alla stampa le opere di astronomia di Copernico, Tycho Brahe e Keplero. Verso la fine del XVI secolo, Galileo impiegò i modelli matematici alla fisica. Lo studio della geografia fu trasformato dalla nuove informazioni ricavate dalle grandi esplorazioni geografiche.
In campo tecnologico, l'invenzione della stampa a caratteri mobili nel XV secolo da parte di Gutenberg trasformò la diffusione del sapere e la circolazione delle informazioni. La nuova invenzione aumentò notevolmente la quantità dei libri in circolazione ed aiutò a eliminare gli errori di trascrizione trasformando lo sforzo intellettuale in un'attività di confronto e di scambio piuttosto che di studi solitari e isolati. Le migliorie nella tecnologia navale aprirono alle flotte europee le rotte oceaniche, l'uso della polvere da sparo rivoluzionò le tattiche militari tra il 1450 e il 1550, favorendo lo sviluppo dell'artiglieria che rivelò i suoi effetti devastanti contro le mura di castelli e città, distruggendo il mito atavico della cavalleria.
 L'uomo vitruviano di Leonardo

Una pagina della prima Bibbia stampata da Gutenberg con i caratteri mobili
Filosofia
In filosofia si presenzia alla rinascita del neoplatonismo al quale si devono quel rinnovato interesse per il bello e quella fioritura di espressioni artistiche che videro l'Italia protagonista. L'amore per il bello e per l'armonia del cosmo, presi in prestito dal concetto neoplatonico di anima del mondo, originò infatti le innumerevoli opere d'arte di questo tempo. Appare esemplare, in proposito, una frase di Pietro Bembo, che nel Cinquecento scriveva: «Perciò che è verissima openione, a noi dalle più approvate scuole de gli antichi diffinitori lasciata, nulla altro essere il buono amore che di bellezza disio».
Diritto
Nel campo del diritto non ebbe più importanza il metodo dialettico di tradizione medievale, a favore di una più attenta interpretazione storico-filologica del diritto romano. Per i giuristi rinascimentali l'obiettivo più importante dei governi era quello di mantenere la pubblica sicurezza e la pace interna ridimensionando il valore della libertas, del diritto e della giustizia in senso teorico.
Politica
Enormi stravolgimenti politici interessarono sia le principali città-stato della penisola, che si svilupparono in stati regionali espandendosi a spese dei vicini senza peraltro arrivare alla realizzazione dell'unità nazionale, sia la nascita degli stati nazionali europei in Spagna, Francia e Inghilterra. La nuova realtà fece sviluppare la diplomazia con l'istituzione, entro il XVI secolo, di ambasciate permanenti.
Religione
Gli uomini di Chiesa del Rinascimento, in principal modo quelli di rango elevato come papi, cardinali e vescovi, modellarono il proprio comportamento sull'etica della società laica distinguendosi ben poco da quelle dei grandi mercanti e dei principi dell'epoca. Il cristianesimo rimase, nonostante ciò, comunque un elemento vitale nella cultura dell'epoca.
Musica
Verso la fine del Quattrocento la scuola franco fiamminga musicale, che si sviluppò sovvenzionata nelle scuole delle cattedrali dalla borghesia benestante, prese il posto e rinnovò grandemente le preesistenti forme della messa, del mottetto e della chanson. Mettendo le consonanze per terze (ancora oggi familiari all'orecchio occidentale) e la forma imitativa del canone alla base delle loro procedure compositive, i fiamminghi (tra cui ricordiamo il fondatore Guillaume Dufay e il grande Josquin Des Prez) rivoluzionarono la pratica della polifonia ereditata dall'Ars nova e dall'Ars antiqua. Il lavoro di questi compositori edificava le basi per lo sviluppo di quella che sarebbe stata la teoria dell'armonia.
All'inizio del Cinquecento le esagerazioni della scuola fiamminga provocarono una reazione e una nuova tendenza alla semplificazione, come si può vedere nell'opera di Josquin Des Prez, dei suoi contemporanei fiamminghi e, più tardi, nell'opera di Giovanni Pierluigi da Palestrina, che era in parte spinta dalle limitazioni imposte alla musica sacra dal Concilio di Trento che scoraggiava l'eccessiva complessità. Le complessità dei canoni quattrocenteschi furono mano a mano abbandonate dai fiamminghi in favore dell'imitazione a due e tre voci (fino ad arrivare a sei voci reali) e con l'inserimento di sezioni in omofonia che sottolineavano i punti salienti della composizione. Palestrina, dal canto suo, realizzò composizioni in cui un contrappunto fluido alternava fittamente consonanze e dissonanze con un suggestivo effetto di sospensione.
 Guillaume Dufay (a sinistra) e Gilles Binchois (a destra
Protagonisti del Rinascimento
Artisti
· Artisti italiani
o Leon Battista Alberti
o Giovanni Antonio Amadeo
o Beato Angelico
o Antonello da Messina
o Amico Aspertini
o Giovanni Bellini
o Sandro Botticelli
o Filippo Brunelleschi
o Michelangelo Buonarroti
o Vittore Carpaccio
o Cima da Conegliano
o Leonardo da Vinci
o Donato Bramante
o Donatello
o Francesco Francia
o Andrea Mantegna
o Masaccio
o Sebastiano del Piombo
o Raffaello Sanzio
o Giulio Romano
o Tiziano
o Piero della Francesca
o Paolo Uccello
o
Fiamminghi
o Hieronymus Bosch
o Pieter Bruegel il Vecchio
o Pieter Brueghel il Giovane
o Jan Brueghel il Vecchio
o Jan Brueghel il Giovane
o Robert Campin
o Jan van Eyck
o Rogier van der Weyden
· Tedeschi
o Lucas Cranach il vecchio
o Albrecht Dürer
o Hans Holbein
· Francesi
o Jean Fouquet
· Spagnoli
o El Greco
Autori
· Andrea Alciato
· Ludovico Ariosto
· Leon Battista Alberti
· Pietro Bembo
· Leonardo Bruni
· Baldassarre Castiglione
· Lodovico Dolce
· Erasmo da Rotterdam
· Francesco Guicciardini
· Michel de Montaigne
· Thomas More
· François Rabelais
· Coluccio Salutati
· William Shakespeare
· Torquato Tasso
Danzatori
· Domenico da Piacenza
· Fabritio Caroso
Filosofi
· Francesco Bacone
· Nicola Cusano
· Marsilio Ficino
· Francesco Guicciardini
· Niccolò Machiavelli
· Giovanni Pico della Mirandola
· Bernardino Telesio
· Giordano Bruno
· Montaigne
· Tommaso Campanella
Politici
Rinascimento italiano
· Leonardo Bruni
· Ercole I d'Este
· Isabella d'Este
· Beatrice d'Este
· Francesco Foscari
· Cosimo de' Medici
· Lorenzo de' Medici (noto anche come Lorenzo il Magnifico)
· Coluccio Salutati
· Francesco Sforza
· Ludovico Sforza
· I Bentivoglio
· Ferdinando I di Napoli
Rinascimento europeo
· Carlo V, Imperatore del Sacro Romano Impero
· Caterina de' Medici
· Ferdinando I di Aragona
· Filippo II
· Francesco I di Francia
· Enrico IV d'Inghilterra
· Enrico VII d'Inghilterra
· Enrico VIII d'Inghilterra
· Enrico il Navigatore di Portogallo
· Elisabetta I Regina d'Inghilterra
· Isabella di Castiglia
· Ladislao II di Boemia Re di Boemia e Ungheria
· Mattia Corvino Re d'Ungheria
· Margherita di Valois
· Sigismondo il Vecchio Re di Polonia
· Sigismondo Augusto Re di Polonia
Religiosi
· Papa Niccolò V
· Papa Pio II
· Papa Sisto IV
· Papa Alessandro VI
· Papa Giulio II
· Papa Leone X
· Papa Paolo III
· Girolamo Savonarola
· Martin Lutero
· Giovanni Calvino
· Ulrich Zwingli
· Jan Hus
· Bernardo Clesio
Matematici
· Petrus Apianus
· François d'Aguilon
· Gerolamo Cardano
· Marino Ghetaldi
· Giovanni Keplero
· Guidobaldo del Monte
· John Napier
· Pedro Nunes
· William Oughtred
· Luca Pacioli
· Robert Recorde
· Niccolò Tartaglia
· Leon Battista Alberti
· Piero della Francesca
Scienziati
· Giovanni Borelli
· Tycho Brahe
· Benedetto Castelli
· Copernico
· Giovanni Keplero
· Leonardo Da Vinci
· Paracelso
· Galileo Galilei
· Andrea Vesalio
· Jacopo Berengario da Carpi
Esploratori e navigatori
· Giovanni Caboto
· Jacques Cartier
· Samuel de Champlain
· Cristoforo Colombo
· Hernán Cortés
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