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Champagne francese o spumante italiano? Le migliori etichette scelte per voi

Chi non ricorda l'agente segreto più famoso del cinema, al servizio di Her Majesty The Queen, che si è sempre e solo equamente diviso tra Dom Pérignon (in Goldfinger e You only live twice) e Bollinger (License to kill e Casino Royale)? Due nomi che rappresentano due icone. Come dargli torto? Se è facile condividere la sua sanissima passione per le bollicine francesi è altrettanto doloroso dover limitare la scelta alle sole due maison del cuore di Mister Bond.
Qui di seguito allora le migliori bottiglie da scegliere, stappare, regalare tra tutti i migliori produttori della Champagne per qualsiasi occasione nel corso dei 365 giorni. Si tratta di una selezione dichiaratamente discrezionale e in ordine sparso: Alcune bottiglie sono alla portata di pochi fortunati, altre bottiglie sono alla portata di tutti, (quasi) medesima soddisfazione.
Per rimanere fedeli allo stile del personaggio di Fleming, si può scegliere il Dom Pérignon Oenotheque '93. Se la maison francese non ha bisogno di presentazioni, la bottiglia sì: un vino maturo, di straordinaria complessità e lunghezza, con note finissime e tostate, e bei sentori di frutta, in particolare di pera. Tra le etichette della casa Bollinger consigliamo R.D. (récemment dégorgé) '96: 70% Pinot Noir e 30% Chardonnay per una delle migliori annate di sempre.
Avendo la possibilità di investire una considerevole cifra, il Krug Collection '79 é uno dei più esclusivi Champagne in circolazione tanto da considerare un privilegio poterlo bere. Il Vintage '88 ( più accessibile) è un vino raffinato, potente e profondo ed è contraddistinto, come tutti quelli della maison, dalla minor effervescenza che tende ad avvicinarlo quasi più a un vino che a uno Champagne.
Per quanto riguarda i rosé, il Larmandier Bernier Rosé de Saignée Extra Brut è il più atipico che esista. Questo Champagne, prodotto unicamente con Pinot Noir dopo una macerazione sulle bucce, è da considerare come la quintessenza del suo territorio di appartenenza, contraddistinto da eleganza, fascino e forte personalità, intenso nel colore, inebriante e complesso nei profumi al pari di un Borgogna.
Se si parla di classico, ecco l'intramontabile Dom Pérignon Rosé (consigliamo annata '98), così elegante ed equilibrato da renderlo unico nella sua categoria e intramontabile perché sa anche invecchiare bene e molto a lungo. Considerato una delle più "femminili", l'etichetta Billecart-Salmon Brut Rosé 2000 si distingue per complessità, delicatezza e per la ricchezza di un naso dalle eleganti note di rosa e di frutta esotica.
Il Ruinart Blanc de Blancs, nella sua inconfondibile bottiglia, propone un uvaggio in purezza di Chardonnay e un sentore armonioso dove si alternano profumi agrumati e floreali. Due altre etichette con un ottimo rapporto qualità -prezzo sono: l' Aubry, prodotto a Jouy lès Reims, classico ed equilibrato, rappresenta un'ottima alternativa per tutti i giorni e tutte le ore e l'altro, tra i piccoli récoltant d'eccellenza, è Pierre Moncuit.
Il nostro viaggio Oltralpe si conclude con la semplicità di Legras Cuvée St. Vincent '96, uno Champagne "vero", quasi rustico.
La supremazia francese in questo campo è scontata, ma esistono delle etichette made in Italy che ci possono far brindare con tanto tanto orgoglio. Le denominazioni sono sempre più in crescita: non solo Prosecco e Spumante, ma anche Valdobbiadene, Cartizze, Franciacorta. Queste etichette rappresentano identità e territorio, eccellenza e qualità tant'è che le bollicine italiane sono in crescita non solo a casa nostra, ma anche sui mercati stranieri.
Benchè l'Alto Adige,nonostante le sue potenzialità, è ancora pigro sul fronte spumantistico, l'Hausmannhof riserva '99 di Haderburg (cantina che segue con rigore i dettami della biodinamica) è una bellissima eccezione: Chardonnay in purezza, nove anni di affinamento, un vino di grande carattere, lunghezza e progressione.
Se si parla di Trentino non può mancare l'etichetta Ferrari con il Trento Extra Brut Perlè Nero '03: solo Pinot Noir per uno stile caratterizzato dall'eleganza e dalla semplicità. Fuoriclasse anche il Trento Methius Brut Riserva '03 F.lli Dorigati,con un bellissimo naso aromatico e complesso.
In Veneto sono due, tra le molte possibili, le scelte: il Cartizze Brut '08 di Silvano Follador con il suo bassissimo residuo zuccherino e il Prosecco di Valdobbiadene Extra Dry Particella 68 '08 (Sorelle Bronca), che si fa apprezzare per la dolcezza del frutto e, insieme, per la sapidità e bevibilità (il numero di particella indica alcune delle vigne più vecchie della collina).
Se siamo in Lombardia parliamo di Franciacorta Extra Brut Vittorio Moretti '02 di Bellavista e Franciacorta Brut Collezione Esclusiva Giovanni Cavalleri '01. Il primo è una della più raffinate espressioni della denominazione: sintesi di armonia, complessità, perlage fine, dai profumi cristallini e suadenti di frutta e miele, dalle note incisive e tostate. Il secondo è uno Chardonnay in purezza che riposa 80 mesi sui lieviti per raggiungere la complessità e la maturità e il vigore desiderati, ma pur sempre mantenendo la morbidezza.
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